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Diritto penale di genere

"Dall'approvazione del LO 1/2004, sulle misure di protezione globale contro la violenza di genere, si può affermare l'emergere nel nostro ordinamento giuridico di una nuova specialità:« diritto penale di genere »"
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Editoriale CUNIEP, Madrid, 2021

Autori: Enrique Agudo Fernández, Manuel Jaén Vallejo e Ángel Perrino Pérez

Prefazione di Julián Sánchez Melgar, magistrato della sezione penale della Corte suprema

Presentato alla FIDE il 5-10-2021, con interventi di Cristina Jiménez Savurido (Presidente della FIDE), Enrique Bacigalupo (Docente di Diritto Penale, Avvocato e Membro del Consiglio Accademico della FIDE), Maria Luisa Silva Castaño (Magistrato, Avvocato della Suprema Corte), Julian Sanchez Melgar (Magistrato di Cassazione) e gli autori dell'opera.

            Dall'approvazione del LO 1/2004, sulle misure di protezione globale contro la violenza di genere, che contempla aspetti relativi alla risposta punitiva che devono ricevere tutte le manifestazioni di violenza contro le donne, sia con riferimento alla parte generale che alla parte speciale del codice penale, nonché ad altri aspetti relativi al processo e alla tutela giurisdizionale, quali la creazione dei Tribunali per la violenza sulle donne, la specializzazione delle sezioni nei Tribunali provinciali e la Procura speciale della Camera per la violenza sulle donne, si può affermare l'emergere nel nostro ordinamento di una nuova specialità: il «diritto penale di genere» , che è il titolo assegnato all'opera.

Il libro ha un approccio eminentemente pratico, che riunisce tutti quegli aspetti legati al trattamento della violenza di genere, di interesse per tutte quelle persone, principalmente giuristi, che ad un certo punto devono affrontare compiti professionali legati a questa materia. Affronta, in diversi capitoli, le questioni relative alle parti generale e speciale del codice, nonché quelle relative al processo penale, includendo un allegato legislativo che contiene le norme più importanti di tale diritto penale di genere.

Questo fenomeno criminale, che da decenni preoccupa la società spagnola, ha ricevuto una risposta forte a livello internazionale, che si riflette in numerosi strumenti internazionali, che sono proprio quelli che stanno alla base delle riforme prodotte a livello nazionale in materia .

Per questo, data la sua importanza, il primo capitolo del libro è dedicato al divieto di discriminazione nei confronti delle donne, al mainstreaming e alla prospettiva di genere, che le diverse convenzioni stanno riconoscendo.

A livello delle Nazioni Unite: il Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (1979), il primo strumento internazionale che vietava la discriminazione basata sul sesso, da cui è emerso il Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW), con importanti raccomandazioni in materia, come quelle formulate nella Dichiarazione di Pechino (1995), che ha significato la riconoscimento internazionale della trasversalità della dimensione di genere, cioè dell'applicazione della prospettiva di genere in tutte le politiche e i programmi realizzati, cui è seguita la Risoluzione approvata nel 2015 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ("Transforming our world : l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile"), uno dei cui obiettivi è raggiungere la parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e le ragazze.

Nell'ambito dell'Unione Europea, Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza di genere (Istanbul, 2011), la cui caratteristica principale risiede nella sua natura vincolante per tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, compresa la Spagna, obbligando all'adozione di misure legislative per prevenire e perseguire la violenza contro le donne.

In particolare, nell'ordinamento penale, merita evidenziare la previsione che le parti possono adottare misure nei confronti degli autori dei reati, quali, ad esempio, la vigilanza o la sorveglianza del condannato, la perdita dei diritti derivanti della potestà genitoriale, la previsione come aggravanti che il reato sia stato commesso nei confronti del coniuge o convivente, la reiterazione del reato, che il reato sia stato commesso in presenza di un minore, che il reato sia stato commesso con l'uso di un'arma. Per quanto riguarda le indagini e le procedure, l'accento è posto sulla necessità di rapidità, sulla necessità di adottare misure di protezione a favore delle vittime e sul diritto all'assistenza legale gratuita.

E nell'ambito del sistema interamericano dei diritti umani si fa riferimento al Convenzione interamericana per prevenire, punire e sradicare la violenza contro le donne (Convenzione di Belém do Pará, fatta in questa città del Brasile nel 1994), che è in realtà il primo accordo internazionale che mira ad eliminare la violenza di genere, stabilendo l'obbligo degli Stati parti di agire con diligenza per prevenire, indagare e punire la violenza contro le donne .

            Il lavoro contiene anche alcuni riferimenti alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea sulla parità tra uomini e donne, la Corte europea dei diritti dell'uomo e la Corte interamericana dei diritti dell'uomo.

            Il capitolo II del libro è dedicato al trattamento della discriminazione di genere nell'ordinamento giuridico spagnolo.

            Sebbene la nostra CE proclami, tra i valori superiori dell'ordinamento giuridico, l'uguaglianza, vietando ogni discriminazione fondata sul sesso, la verità è che ci sono voluti alcuni anni, da quando è stata approvata la CE, perché la prospettiva di genere prendesse forma. livello legislativo e acquisire anche una dimensione trasversale di tutela e promozione della parità di genere.

            In particolare, la prima legge al riguardo è stata la Legge 30/2003, recante misure per recepire la valutazione dell'impatto di genere nelle disposizioni normative predisposte dal Governo, senza dubbio sotto l'influenza della Dichiarazione di Pechino del 1995.

            Ma non c'è dubbio che sia stato il LO 1/2004, sulle misure di protezione globale contro la violenza di genere, promosso anche dai citati strumenti internazionali, che hanno rappresentato il più grande avanzamento in materia nel nostro ordinamento giuridico, affrontando in modo complessivo il fenomeno della violenza di genere e della discriminazione nei confronti delle donne, prevedendo misure e politiche trasversali di discriminazione positiva a favore della donna. Una legge che a suo tempo ha meritato il sostegno unanime dei partiti politici rappresentati nelle Cortes, e pioniera sotto molti aspetti a livello mondiale.

            Discriminazione positiva la cui costituzionalità è stata riconosciuta dalla Sentenza della Plenaria della Corte Costituzionale 59/2008, che ha respinto la questione di incostituzionalità sollevata da un giudice penale in relazione all'art. 153.1 redatto dalla citata LO 1/2004, seppur, certamente, con quattro pareri dissenzienti, in cui si apprezza la violazione del diritto alla presunzione di innocenza, stante la presunzione che ogni abuso occasionale commesso da un uomo nei confronti della propria compagna o ex -partner è sempre una manifestazione di sessismo che dovrebbe dar luogo alla tutela rafforzata dell'art. 153.1 CP, ritenendo che sarebbe stato più soddisfacente includere una sentenza che contenesse l'interpretazione di tale precetto secondo la CE, cioè che potesse essere applicata solo quando l'azione fosse effettivamente espressione di una situazione di dominio, discriminazione o subordinazione dell'uomo alla donna. La verità è che il STC ha concluso affermando la legittimità costituzionale dello scopo della legge, offrendo una maggiore tutela alle potenziali vittime, data l'incidenza nella realtà spagnola degli attacchi alle donne, e la peculiare gravità della violenza di genere, diretta alle donne per il gusto di essere. Si tratta, cioè, di prevenire queste aggressioni nell'ambito della coppia, come manifestazione del dominio degli uomini sulle donne in tale contesto.

            Tuttavia, il fenomeno della discriminazione e della violenza di genere non ha cessato di verificarsi, da qui l'approvazione del Legge Organica 3/2007, per l'effettiva parità tra donne e uomini, con cui è stato possibile concretizzare, a livello legislativo, il processo di mainstreaming della parità di genere in tutto l'ordinamento giuridico, a tal fine la legge contiene un ampio catalogo di “politiche pubbliche per la parità”.

Nel volume non manca un breve excursus della giurisprudenza della Sezione penale della Corte di Cassazione sulla prospettiva di genere, comprese le intese plenarie non giurisdizionali della Camera relative alla violenza di genere, evidenziando la Sentenza della Plenaria della Camera Penale di TS 389/2020, di cui era relatore il giudice Julián Sánchez Melgar, in cui si analizza la questione se una persona che ha tenuto l'accusa privata, dopo aver abbandonato tale posizione nel processo penale, possa o meno riguadagnare il suo diritto alla dispensa, appoggiandosi, con argomenti solidi, per la risposta negativa.

            Punto di vista raccolto anche dal LO 8/2021, del 4 giugno, che modificando l'art. 416 LECrim. ha aggiunto che la dispensa non si applica "quando il testimone è o è stato presente nel procedimento come accusa privata"; si spinge anche oltre aggiungendo che non si applicherà "quando il testimone ha accettato di testimoniare durante il procedimento dopo essere stato debitamente informato del suo diritto a non farlo".

            Si tratta di un'opera, dedicata alle vittime della violenza di genere, di straordinario interesse e utilità pratica, presentata in un'attenta edizione, che sarà senza dubbio d'ora in poi un riferimento per tutti coloro che devono affrontare compiti legati a questa nuova specialità del crimine legge.

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