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Tasse bancarie. Analisi del rapporto preparato dall'IEE

"La relazione è uno studio preliminare sull'adeguamento alla Costituzione e al diritto comunitario del pegno temporaneo sugli enti creditizi e sugli istituti di credito finanziario".

In virtù dei rapporti istituzionali che Fide sostiene, il 13 settembre abbiamo organizzato una sessione con il IEE (Istituto di Studi Economici)su di lui «Tasse» sulle banche. in cui analizziamo il Informe recentemente pubblicato dall'Istituto.

La relazione è uno studio preliminare sull'adeguamento alla Costituzione e al diritto comunitario del pegno temporaneo sugli enti creditizi e sugli istituti di credito finanziario.

Cristina Jiménez Savurido, Presidente della Fondazione FIDE y Gregorio Izquierdo Llanes, Direttore Generale dell'Istituto di Studi Economici, ha presentato la sessione in cui abbiamo avuto la partecipazione di due degli autori della relazione, Il tedesco Oron Moratal, Professore di diritto finanziario e tributario, Università di Jaume I di Castellón e José Manuel Tejerizo Lopez, Professore di Diritto Finanziario e Tributario presso UNED. moderato la sessione Salvador Ruiz Gallud, Managing Partner del Team Economico.

Durante i primi interventi sono stati affrontati i temi contenuti ed indicati nel Rapporto, tra i quali spiccano: la potenziale incostituzionalità e non adesione al diritto comunitario delle nuove imposte temporanee previste dalla Proposta di legge per il settore energetico e degli enti creditizi e degli istituti di credito finanziario.

Gli esperti che hanno redatto la relazione ritengono che i nuovi "benefici patrimoniali pubblici non fiscali" nascondano dati fiscali che violano il principio generale della certezza del diritto di cui all'articolo 9.3, comma 31.1 Cost. per la loro retroattività e i principi tributari di generalità, uguaglianza ed economia capacità dell'articolo XNUMX Cost.. Per quanto riguarda il concetto de "vantaggi straordinari» precisare che è chiaramente soggettivo e la sua determinazione è a discrezione del Governo, senza che vi sia un elemento oggettivo a sostenerla. Tale tipologia di imposta, secondo la relazione, genera precarietà giuridica sia nella sostanza che nella forma scelta per il suo trattamento, eludendo la consultazione pubblica, il Rapporto di Impatto Regolatorio e il Parere del Consiglio di Stato. Gli esperti sottolineano inoltre che la qualificazione dell'imposta come beneficio patrimoniale pubblico non fiscale significa porre il veto alla partecipazione delle Comunità autonome alla riscossione, in contrasto con la Costituzione.

Raccogliamo di seguito le principali conclusioni del Rapporto presentate dai relatori e che sono state analizzate nella sessione:

  • C'è un Frode di legge nel trattamento della norma come Proposta di Legge, poiché questa procedura evita la consultazione pubblica, il Rapporto sull'impatto normativo e il parere del Consiglio di Stato, che sarebbero stati obbligatori nell'elaborazione di una Proposta di legge. L'assenza di segnalazioni da parte della Banca di Spagna e della CNMC, istituzioni a cui la Proposta di legge attribuisce funzioni non proprie.
  • Il prelievo temporaneo sulle banche, pur essendo definito come beneficio patrimoniale pubblico non fiscale, è in realtà un tributo. Ha gli elementi tipici di un tributo e nello specifico di un tributo, dato che il suo bilancio di fatto è composto da fatti che mettono in evidenza la capacità economica, è gestito come un tributo, è rivisto come un tributo ed è depositato presso il Pubblico Tesoro per finanziare la spesa pubblica.
  • L'imposta presenta problemi molto seri dal punto di vista costituzionale in quanto viola il principio generale della certezza del diritto di cui all'articolo 9.3 della Costituzione per la sua retroattività, sottoponendole eventi accaduti nel 2019, prima della nascita dell'obbligazione, ei principi tributari di generalità, eguaglianza e capacità economica di cui all'articolo 31.1, comma XNUMX, della Costituzione, ad esempio, non motivando la motivazione dell'assoggettamento o meno all'imposta della soglia di 800 milioni di euro, ovvero non ritenendola un onere fiscalmente deducibile nell'imposta sulle società. Rivela anche il indeterminatezza giuridica nell'identificazione dei soggetti obbligati al pagamento, violando il principio della riserva di legge in quanto elemento essenziale del pegno. Infine, altera il regime di finanziamento delle Comunità Autonome, che non partecipano alla riscossione dei tributi contrariamente a quanto previsto dagli artt. 156 e 157 della Costituzione.
  • Inoltre, è particolarmente infausto regime sanzionatorio di configurazione, che non rispetta le garanzie minime richieste nel nostro ordinamento. In particolare, l'infrazione per avere ripercussioni, direttamente o indirettamente, sull'imposta temporanea o sul suo reddito anticipato viola gli articoli 9 e 25 Cost., in quanto può essere applicata a comportamenti eventualmente posti in essere prima dell'approvazione della Legge. il divieto di ripercussione dell'imposta presuppone un limite alla libertà di impresa, contrariamente all'art. 38 della Costituzione e non soddisfa i criteri dell'Autorità bancaria europea, per la quale qualsiasi costo certo legato ai prestiti deve essere incluso nella fissazione degli interessi. Infine, il rapporto solleva anche il incostituzionalità della sanzione per violazione del principio di proporzionalità, non concependo alcun elemento modulatore.
  • Anche il contenuto della proposta di legge è riprovevole in quanto contiene una definizione confusa e contraddittoria di un elemento di base quale “utili straordinari” su cui gira l'imposta, che determina l'esistenza della doppia imposizione con l'imposta sulle società.
  • La disciplina dell'imposta viola elementi essenziali del diritto comunitario in quanto discrimina in base alla residenza in Spagna o in un altro paese dell'Unione Europea e viola principi fondamentali quali la libertà di stabilimento, la libera prestazione dei servizi e la libera circolazione dei capitali e, in particolare, pone gli istituti di credito residenti in altri stati dell'UE in una situazione di vantaggio competitivo rispetto a quelli residenti in Spagna.
  • Analogamente, la La fissazione di una soglia costituisce anche una violazione dell'articolo 107 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)., che disciplina gli aiuti di Stato, per favorire alcuni soggetti e avere un impatto negativo su altri, che consente loro di proporre reclamo alla Commissione Europea, ai fini di quanto previsto dall'articolo 116 TFUE. Gli autori, infine, hanno criticato il fatto che la domanda non sia stata trasferita alla Banca Centrale Europea (art. 127.4 TFUE).

Infine, secondo alcune stime di esperti indipendenti, il prelievo potrebbe avere a impatto in contrazione sull'attività economica complessiva di quasi 5.000 milioni di euro, ovvero quattro decimi del PIL nel 2021 e 72.000mila occupati in meno in termini di occupazione”.

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