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Legge europea sui chip: la sovranità digitale per il recupero della sovranità industriale

"La Commissione Europea ha varato questa legge con l'obiettivo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, la resilienza e la leadership tecnologica dell'UE nelle tecnologie e applicazioni dei semiconduttori"

I problemi causati nelle catene di approvvigionamento globali dal pandemia -sebbene non solo per questo- hanno provocato a livello europeo una riflessione sulla dipendenza di prodotti fabbricati che non sono fabbricati oppure non lo sono sufficientemente nel territorio dell'Unione. L'esponente massimo di questi prodotti è il semiconduttori o chip, la cui carenza globale in un complesso scenario geopolitico ha costretto alla chiusura di stabilimenti in un'ampia gamma di settori, dalle automobili ai dispositivi medici. Questa carenza, che inizia nel 2020 e continua ancora oggi, ha causato il aumento dei prezzi e allungamento dei tempi di consegna, con conseguenze dirette, ad esempio, sul produzione automobilistica, ridotta di quasi un terzo in alcuni paesi dell'UE.

Di fronte a questa situazione, la Commissione Europea ha lanciato, nel febbraio 2022, il cosiddetto legge europea sui chip al fine di garantire la sicurezza del fornitura, resilienza e leadership tecnologica dell'UE nelle tecnologie e applicazioni dei semiconduttori. Sotto questo nome è compreso, infatti, un pacchetto di misure. In primo luogo, inizia l'elaborazione di due proposte di regolamenti europei (la proposta di regolamento che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo dei semiconduttori e la proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/2085, che istituisce le imprese comuni nell'ambito di Horizon Europe, per quanto riguarda la Chips Joint Undertaking) cui aspirano utilizzare i punti di forza dell'Europa come leva (organizzazioni e reti di ricerca e tecnologia leader a livello mondiale e una serie di produttori di apparecchiature all'avanguardia) per promuovere la prosperità del settore in ogni anello della catena.

Insieme a questi regolamenti in preparazione, come standard che saranno direttamente applicabili, la Commissione Europea fa affidamento due strumenti di "legge non vincolante" per sostenere la vostra strategia: una comunicazione che invita il Consiglio e il Parlamento europeo a sostenere misure che trasformino in realtà l'ambizione di rafforzare le capacità di leadership dell'Europa nei semiconduttori nel più breve tempo possibile come questione di sovranità digitale, e una raccomandazione rivolta agli Stati membri affinché essi collaborare attraverso lo European Semiconductor Expert Group, al fine di scambiare informazioni sullo stato attuale della crisi dei semiconduttori nei rispettivi mercati nazionali e coordinare le misure interne per rispondere a tale crisi.

In totale, quindi, il pacchetto si compone di quattro misure rivolte all'Unione Europea, mobilitando più di 43.000 milioni di euro negli investimenti pubblici e privati, raddoppia la propria quota di mercato globale, dall'attuale 10% al 20%.

La reazione spagnola non si è fatta attendere, racchiusa nell'approvazione, da parte del Consiglio dei ministri del 24 maggio, del Progetto Strategico per il Recupero e la Trasformazione Economica della Microelettronica e dei Semiconduttori (Perte Chip), volto a rafforzare le capacità di progettazione e produzione dell'industria della microelettronica e dei semiconduttori in Spagna, da una prospettiva globale, e promuovere l'autonomia strategica nazionale e dell'Unione europea in questo settore, in linea con le disposizioni della legge europea sui chip.

A questo va aggiunto l'impulso di una nuova legge del settore, iniziativa che è stata sottoposta a consultazione pubblica, tra il 20 aprile e il 17 maggio, e tra i cui obiettivi dichiarati c'è quello di far fronte ai problemi derivati ​​dalla dipendenza esterna dai materiali di base che la pandemia ha evidenziato; tutto questo per il bene di provvedere maggiore resilienza e robustezza all'industria spagnola, in coerenza con la strategia industriale europea.

Insomma, sia a livello comunitario che interno, la necessità accorciare le filiere industriali y ricollocare in modo intelligente e strategico la produzione in Europa e in Spagna. Si tratta, quindi, di recuperare la sicurezza dell'approvvigionamento attraverso la reindustrializzazione, a fronte della progressiva delocalizzazione vissuta negli ultimi decenni. Tuttavia, questo processo deve essere adattato al Green Deal europeo, che deve assumere la forma della promozione di nuovi processi industriali e tecnologie più pulite, nel perseguimento della neutralità climatica e della circolarità dell'economia.

Indubbiamente, semiconduttori o chip sono stati l'esempio paradigmatico del difficoltà associate alla sua scarsità in un'economia globalizzata, motivo per cui sono state messe in atto misure specifiche attraverso la legge europea sui chip e il Perte. Nel complesso, queste misure fanno parte di una più ampia revisione della politica industriale comunitaria e spagnola, con l'aspirazione che la sovranità digitale sia la prima pietra nel recupero della sovranità industriale.

José Amerigo Alonso

Partner del PwC European Funds Office e Head of Regulatory presso PwC Tax & Legal.

Articolo originariamente pubblicato nel blog Fide nel confideufficiale

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