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GLI ERTES NELLA DESESCALADA: UN NUOVO PEZZO NEL PUZZLE. Seconda parte.

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RDL 24/2020: un nuovo traguardo nel diritto del lavoro emergenziale. Il divieto di lavoro straordinario, outsourcing e nuove assunzioni. 

RDL 24/2020 è una nuova pietra miliare legislativa nel diritto del lavoro "in" l'emergenza COVID 19 e include i contenuti del II Accordo in Difesa del Lavoro (II ASDE) raggiunto tra il Governo e le organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Scopo dell'Accordo è dare continuità alle misure adottate nel RDL 8/2020, del 17 marzo, la cui scadenza era prevista per il 30 giugno, estendendole e adeguandole alle circostanze attuali già nella seconda fase di de-escalation, anche se la progettazione aiuta in caso di potenziali ricrescite. 

Le basi o principi su cui si fondano le misure contenute nel RDL 24/2020 sono: 

  1. La persistenza degli effetti della crisi sanitaria sul funzionamento delle aziende;
  2. La natura disomogenea della ripresa aziendale, e
  3. La possibilità che alcune restrizioni di attività possano essere ripristinate per motivi di salute

A partire dal 27 giugno 2020, le aziende non potranno richiedere ERTE per cause di forza maggiore legate al COVID-19. 

  • La durata degli ERTE esistenti per cause di forza maggiore legate al COVID-19 sarà il 30 settembre 2020.
  • Le aziende con ERTE di forza maggiore COVID-19 devono reintegrare i lavoratori colpiti da ERTE nella misura necessaria allo sviluppo della loro attività, dando priorità agli adeguamenti in termini di riduzione dell'orario di lavoro.
  • In caso di dimissioni da ERTE per cause di forza maggiore COVID-19, gli obblighi di comunicazione delle dimissioni all'autorità del lavoro sono mantenuti negli stessi termini di quelli previsti dal RDL 18/2020.
  • Alle aziende con ERTE per causa di forza maggiore COVID-19 è vietato svolgere attività di straordinario, esternalizzare o effettuare nuove assunzioni dirette o indirette, durante l'applicazione di ERTE per cause di forza maggiore.

  Tale divieto è salvo solo nel caso in cui le persone in ERTE che prestano servizi nel centro di lavoro interessato dalle nuove assunzioni, dirette o indirette, o in outsourcing non possano, per formazione, addestramento e altri motivi oggettivi e giustificati, svolgere le funzioni affidate a quelli. L'azienda deve, in questi casi, informare preventivamente i rappresentanti legali dei lavoratori.  

Tali atti aziendali possono costituire illeciti amministrativi punibili dall'ITSS. 

ERTE per cause di forza maggiore dopo il 1 luglio 2020 (1° DA), legate a focolai di pandemia 

Le aziende che, a partire dal 1 luglio 2020, sono impossibilitate a svolgere la propria attività a causa dell'adozione di nuove restrizioni o misure di contenimento che la impongono in uno qualsiasi dei loro centri di lavoro, possono richiedere un ERTE per cause di forza maggiore ex art. 47.3 ET 

ERTE per motivi economici, tecnici, organizzativi e produttivi (ETOP) 

Le cause ERTES per ETOP derivate da COVID-19 che iniziano il 27 giugno o successivamente saranno soggette alle seguenti specialità: 

  • Quelle previste dall'art. 23 RDL 8/2020: partecipazione dei sindacati più rappresentativi in ​​caso di insussistenza della rappresentanza legale dei lavoratori e, riduzione dei termini per il trattamento dell'ERTE (5 giorni per la costituzione della commissione, 7 giorni per il periodo di consultazione e 7 giorni per l'ITSS a rilasciare il proprio rapporto).
  • Il trattamento ERTE per cause ETOP potrebbe iniziare mentre l'ERTE è in vigore per cause di forza maggiore.
  • Se l'ERTE per cause ETOP inizia dopo la conclusione dell'ERTE per causa di forza maggiore, i suoi effetti saranno riportati alla data della sua cessazione.
  • Le cause ERTES per ETOP già in essere continueranno nei termini in cui erano state comunicate all'autorità del lavoro e fino al termine previsto.
  • Non possono essere effettuate ore di straordinario, possono essere istituite nuove esternalizzazioni dell'attività o possono essere disposte nuove assunzioni, sia dirette che indirette, in sede di applicazione delle pratiche del regolamento del lavoro interinale di cui al presente articolo. Tale divieto può essere esentato nel caso in cui i soggetti regolamentati che prestano servizi nei luoghi di lavoro interessati da nuove assunzioni, dirette o indirette, ovvero esternalizzazioni, non possano, per formazione, addestramento o altro motivo oggettivo e giustificato, svolgere le funzioni loro affidate, previa informazioni in merito da parte dell'azienda alla rappresentanza legale dei lavoratori.
  • Se la data della decisione aziendale è comunicata all'autorità per il lavoro il 27 giugno o successivamente, l'impresa deve presentare domanda collettiva di indennità di disoccupazione (art. 3.3 RDL 24/2020).
  • Tali ERTE beneficeranno dell'esenzione dal canone solo se sono continuazione di ERTE per cause di forza maggiore.

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Chi l'Autore

Carlos de la Torre Garcia

Carlos de la Torre Garcia

Procuratore legale del Dipartimento del lavoro di Baker & Mckenzie. Specialista in consulenza del lavoro e della previdenza sociale per clienti nazionali e internazionali.

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