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Un'altra email GDPR? O la goffaggine umana ai tempi dell'intelligenza artificiale.

"Il video ha ucciso la star della radio", il Natale elettronico si è concluso con gli auguri di Natale e, per il bene dell'Europa e della sua economia digitale, speriamo che lo "spam" globale di cui siamo tutti "vittime" in questi giorni non uccida o eclissi il Regolamento (UE) Uno/679, del 27 aprile 2016 (Regolamento generale sulla protezione dei dati o “RGPD”) che - è impossibile che nessuno a questo punto non lo sappia - è applicabile a partire da oggi, 25 maggio 2018. 

Sono trascorsi più di 6 anni da quando la Commissione Europea ha pubblicato la sua Proposta per il RGPD e due anni da quando il RGPD - che ora è pienamente applicabile - è entrato in vigore dopo la sua pubblicazione nei DODICI il 4 maggio 2016. Non si possono aggiungere altre parole alla “verbalità GDPR” perché il GDPR è quello che è e, come direbbe Sancho Panza, “Ciascuno è come Dio lo ha fatto, e anche peggio molte volte (1)”. 

Dopo tanti anni di lavoro e lodevoli sforzi compiuti per rafforzare i diritti fondamentali dei cittadini europei, armonizzare le legislazioni degli Stati membri, porre fine alla frammentazione e all'incertezza giuridica esistenti e rilanciare l'economia digitale europea, molti (tra cui includo, quindi, non in Abbiamo passato più di due decenni a dedicarci invano a questa materia) abbiamo visto il 25 maggio 2018 un giorno importante quasi quanto quello in cui l'euro è entrato in circolazione. Altri, più scettici, pensavano che oggi sarebbe stato un giorno simile al 1 gennaio 2000 in cui, nonostante tutta la preoccupazione globale per l'errore del millennio o l'effetto 2000 (Y2K), alla fine non sarebbe successo nulla di rilevante. 

Ma per tutti coloro che fino a poco tempo fa erano al di fuori del RGPD, la verità è che, per ora, la sua sigla è associata a una sorta di "spam" globale alla ricerca del consenso che lascia il banner dei "cookie" con un fastidio insignificante a lato utente delle incessanti email che ci chiedono già in tono circospetto (La tua privacy è molto importante per noi), educato (Vorremmo tenerci in contatto con voi.) premendoAgisci in fretta se vuoi rimanere in contatto) o umoristico (E un altro...) rinnovare il nostro consenso. 

Una delle voci critiche del GDPR e, al di là di questa norma, delle recenti politiche europee in materia di istruzione ed economia digitale, si nasconde in un ottimo “libro per il momento” (2) - del chirurgo e neurobiologo francese Laurent Alexandre La guerra delle intelligenze. Intelligenza Artificiale contro Intelligenza Umana. Commenta l'Intelligence Artificielle va révolutioner l'éducation  in cui il dottor Alexandre, senza ambiguità, difende che Cina e California, cioè il BATX (Baidu, Alibaba, Tencent e Xiaomi) e il GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon) sono quelli che hanno vinto la guerra di l'economia “digitale” senza sparare un colpo. In questa dialettica di guerra, il dottor Alexandre critica il lavoro della normativa europea esistente fino ad oggi e il ruolo svolto dalle autorità nazionali europee per la protezione dei dati (a partire da quella del suo paese di origine, la CNIL francese) che hanno contribuito alla frammentazione e precarietà giuridica in Europa, favorendo la crescita esponenziale dei social network di origine nordamericana senza alcuna concorrenza da parte di alcun “gigante europeo” che, a causa di questo contesto normativo, non potrebbe nascere. 

Al di là di quella visione, certamente poco promettente per l'industria digitale europea, il libro del Dr. Alexandre analizza a fondo i cambiamenti di cui il nostro sistema educativo ha bisogno prima dell'avvento dell'AI (Artificial Intelligence) e fa una serie di proposte - rigide e provocatorie - come la introduzione di un QCIA (Coefficient of Complementarity with Artificial Intelligence) come nuovo indicatore di occupabilità delle persone. Questa è una lettura altamente consigliata. 

Ed è che, in effetti, la stessa Commissione Europea trasmette da anni questa preoccupazione e nelle sue recenti Comunicazione del 24 gennaio 2018 affinché le leggi nazionali attualmente in corso di approvazione in relazione al GDPR non ci riconducano alla frammentazione e alla mancanza di coerenza che hanno avuto conseguenze così disastrose per il nostro settore. 
  Ma in un giorno così importante per la protezione dei dati in Europa come oggi e che accolga "spam" e altre goffaggini ai margini - molti fatti da "imperativo legale" e altri da mero "effetto simpatico" non riflesso - mi permetterò di domanda il buon vecchio Sancho Panza perché anche se”Ognuno è come Dio l'ha fatto, e molte volte anche peggio" Il RGPD sarà ciò che diventeranno tutti coloro che vi saranno coinvolti (cittadini, aziende per le quali l'informazione è oggi il loro asset fondamentale, professionisti della privacy compresi quei futuri "delegati alla protezione dei dati", "attivisti" della privacy, futuro Comitato europeo per la protezione dei dati, autorità e un lungo eccetera in cui non si possono dimenticare la Commissione Europea e la Corte di Giustizia dell'Unione Europea) e, sarà per patologico ottimismo, non mi rassegno a pensare che l'Europa sia capace di creare uno spazio per la libertà flusso di dati e libertà economica in cui sussistano le condizioni per la nascita di un BATX o di un GAFA. E che addebita i suoi servizi in euro. 

*****(1) Don Chisciotte della Mancia, seconda parte, 2, cap. IV 
(2) Vedi riferimento alla classificazione dei libri di John Ruskin in https://www.fidefundacion.es/mjuridico/El-Futuro-de-las-Profesiones_a7.html

© Javier Fernandez-Samaniego, 2018 
javier.samaniego@samaniegolaw.com

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Chi l'Autore

Javier Fernandez-Samaniego

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Managing Partner di Samaniego Law, studio legale specializzato nella risoluzione dei conflitti e nel diritto delle nuove tecnologie. Membro del Consiglio Accademico di Fide

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